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L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

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L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Lyon Runner il Mar 27 Gen 2015, 09:46

La mente ricopre un ruolo fondamentale nella corsa di resistenza. Allenarla , al pari del corpo , può rivelarsi ( spesso ) la differenza tra il raggiungimento di un obiettivo o il suo fallimento.
Ti va di parlarne?
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Federoca il Mar 27 Gen 2015, 11:07

Bell' argomento!! Quella che scrivi è una grandissima verità, spesso partiamo con l' idea di non farcela e il fisico si adegua, quindi non ce la facciamo!
Mi è capitato spesso, in allenamento, di avere il fisico a posto, ma proprio non avevo voglia di correre, quindi dopo pochi km ho girato i tacchi e sono tornata indietro.
Di contro, ho portato a termine due maratone senza essere fisicamente pronta in un caso ed infortunata nell' altro, ma la motivazione era talmente alta che sono arrivata al traguardo, dimenticandomi dei dolori e delle fatiche e pensando immediatamente alla maratona successiva da correre! Very Happy

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da differentgear il Mar 27 Gen 2015, 11:13

Io se parto con il "non ce la faccio" faccio fatica anche a farne 5 di km!!! Invece per la Cortina-Dobbiaco, non ero sto gran chè allenata ma mi sono detta "ce la faccio" e "arrivo come arrivo" anche camminando ... e cel'ho fatta!!!
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da castoro il Mar 27 Gen 2015, 11:23

concordo al 100% col titolo del post, molte delle mie gare sono state per me un successo inaspettato proprio grazie alla mente

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PB Mezza (25/04/2014): 1h37'45"
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PB Maratona (04/05/2014) 3h39'22"
PB 50km (18/01/2015): 5h12'36"
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da aroldo74 il Mar 27 Gen 2015, 11:30

È vero.
L'ultimo mio personale a Fidenza è stato mooolto inspettato.
Ero andato con l'idea di fare il meno peggio. Però mi son ritrovato  correre all'attacco , soffrendo come un cane (d'altronde in una 10 km se si tira veramente c'è poco da stare allegri)  vedevo km dopo km tempi per me incredibili. Avevo una cattiveria quel giorno che non so se riuscirò mai ad avere di nuovo. Evil or Very Mad Evil or Very Mad
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Ervin1812 il Mar 27 Gen 2015, 11:49

Non ci credo più di tanto, sicuramente le motivazioni incidono (poi bisogna vedere in che percentuale) ma certamente non fanno miracoli.

Il mio motto è: piangi in allenamento e riderai in gara

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Lenz76 il Mar 27 Gen 2015, 11:58

Il mio parere è che la mente sia fondamentale al raggiungimento dei propri obiettivi se c'è comunque una buona base di allenamento....allora si diventa determinante.... Argomento molto interessante !

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PB 10 km: 46' 55" (Boncellino 26/12/'15)
PB 21,097 km: 1h 44' 41" (Mezza di Voltana 06/12/'15)
PB 30 km: 2h 34' 18" (All. 07/02/'16)
PB 42,195 km: 4h 11' 06" (Maratona di Firenze 29/11/'15)
PB 50 km: 5h 30' 27" (50km di Romagna 25/04/'15)
PB 100 km: 13h 18' 49" (100km del Passatore 30-31/05/'15)

« In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l'unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed; se io riesco a reggere la distanza e se quando suona l'ultimo gong io sono ancora in piedi, se sono ancora in piedi, io saprò per la prima volta in vita mia che non sono soltanto un bullo di periferia. »
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 12:00

lyon,
su RF mi hanno bannato (sono un bimbo kattywo Very Happy ) ma ho letto i tuoi recenti interventi.
secondo me dagli anni 80 a questa parte si dà troppa importanza alla "mente", quanto meno alla mente cosciente. le teorie materialistiche sono passate di moda e va di moda invece un certo "idealismo" secondo il quale "la mente può tutto". addirittura in filosofia le frange idealiste più estreme (legate a certe religioni, orientali ma non solo) sostengono che la realtà non esiste, è tutto un prodotto mentale.
c'è stato un fiorire anche di opere d'arte fortemente idealiste, tipo i film alla "ritorno al futuro" in cui si scardinano le più elementari leggi fisiche. ecco, l'umanità negli ultimi 30 anni è cresciuta in quest'atmosfera culturale.
io invece sono un "realista critico" filosoficamente parlando.
credo che la mente, in certe situazioni, possa rovinare una prestazione fisica, ma non credo che possa "turbinarla", ovvero creare dal nulla qualcosa che non ha già base fisica... io credo nella legge di conservazione della massa-energia.
le esperienze dei forummari che hanno scritto qui sopra non le leggo come "potere della mente" ma come inefficienza della mente a decifrare le condizioni fisiche.
il punto è che la mente è inquinata da troppi input culturali e spesso è in contrasto col corpo.
ultimamente mi sono scontrato duramente con un neuroscienziato italiano dell'università del kent (UK) che propone di "turbinare" le prestazioni fisiche sparando negli occhi della gente immagini "positive" (tu in vece su RF proponevi di autocrearsele tali immagini)... questo scienzato, intervenuto a un convegno IAAF dove c'erano alcune mie spie, alla fine fece pubblicità a certi occhialetti ipertecnologici spara-immagini...
fine prima puntata Very Happy
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da aroldo74 il Mar 27 Gen 2015, 12:26

Io quel giorno ho corsa 3'41" perchè valevo quel tempo.... bene.
Perchè allora le altre volte non c'era verso di scendere sotto i 3'50? la mente mi bloccava tamente tanto? e perchè non riesco a fare sempre quelle andature?
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da ciccio il Mar 27 Gen 2015, 12:39

Ho letto qualcosa di Pietro Trabucchi in merito alla resilienza. Non ho capito Lyon Runner se ti riferisci a questo, oppure a qualcosa di diverso, tipo training autogeno, o quant'altro...

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da chippz il Mar 27 Gen 2015, 12:41

Un aneddoto: prima di iniziare a correre "seriamente", mi ero appassionato ai 400m. O meglio, la reputavo la distanza più facile in assoluto: tant'è che pensavo che il WR fosse qualcosa di raggiungibile nel giro di qualche anno (partendo da zero). Ero talmente motivato nel fare bene quella distanza da arrivare a credere di poter scendere sotto il minuto netto anche senza allenamento.

Allora un giorno mi sono misurato un percorso di 400m. Lo trovai addirittura DRITTO, senza curve, tanto da riuscire a vedere la fine persino dalla partenza. Quindi mi sono motivato ancora di più. Pensavo  che il minuto era una cosa facilissima: forse ero anche convinto di avvicinare i 55" netti.

Allora, dopo il riscaldamento, lo provai. A TUTTA!!!!

Tempo: 1':16".

E da lì abbandonai il progetto "dedicarsi ai 400m". Very Happy
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 12:47

aroldo,
una prestazione dipende da un'infinità di condizioni esterne e interne ed è raro che in una "congiunzione astrale" tutte si trovino a tutto vapore insieme nello stesso momento. anche bekele mica faceva WR a ogni gara, no?
in base a cosa dici che quella tua gara fu frutto di input mentali?
poi esiste un "central governor" che impedisce di raschiare il barile, è un meccanismo di sopravvivenza venuto fuori in milioni di anni di evoluzione.
vi consiglio di leggere un lavoro di simon gandevia sulla "fatigue":

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11581501
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 13:03

chippz,
se un sabato pomeriggio mi piazzi nel letto una stupenda 25enne vogliosa, la domenica mattina in gara faccio certamente faville, senza bisogno di spararmi immagini o immaginarmi cose Very Happy
ma la "felicità" dovuta al lieto evento è in realtà la rappresentazione di uno stato fisico di rilassatezza neuromuscolare, di ottimo testosterone in circolo, ho dormito una favola, ecc. ecc.
al contrario, se il sabato sono vittima di una delle consuete violenze psicologiche da parte della lady, la mattina in gara faccio schifo, non ho dormito bene, ho in circolo ormoni cattivi, muscoli contratti, magari mi infortuno pure.
quindi eventi esterni casuali possono certamente influire sulla prestazione, ma hanno una base fisica e comunque il barile ha un fondo. nulla si crea e nulla si distrugge.
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da castoro il Mar 27 Gen 2015, 13:03

lucaliffo mi spiace ma non concordo per niente con la tua teoria e io credo di esserne proprio la dimostrazione vivente.
Secondo te com'è possibile che dopo 2 mesi di allenamenti di CL e lungo lento dove la massima velocità raggiunta è stata di 5.45, ho ridotto gli allenamenti da 3 a 2 settimanali, sono andato a correre una 34km e l'ho chiusa alla media di 5.09 ???

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Lyon Runner il Mar 27 Gen 2015, 13:27

Nei quarant'anni che ho dedicato alla nostra passione comune che risponde al nome di " corsa " ho avuto molteplici esperienze che hanno influito ( oltre che sulla vita ) anche sul mio modo di " vivere la corsa ". Di alcune di queste non parlerò affatto ( sono cose personali ) di altre farò qualche accenno.
In questo lasso di tempo , la mente ha avuto un ruolo preponderante nelle diverse situazioni in cui mi sono trovato , contribuendo alla " nascita " di sistemi allenanti che io ho chiamato AllenaMENTE. Parte di essi sono mutuati dall'addestramento dei Corpi Speciali , altri traggono spunto dalle problematiche che io ( e tutti voi ) normalmente incontriamo in gara ed altri sono frutto soluzioni alternative ad errori commessi ( leggasi esperienza pura ).
Nei tre anni precedenti a questo ho pubblicato ( e pubblico tutt'ora ) queste " tecniche " su Facebook sulla pagina pubblica " La MENTE in CORSA " , se Voi foste d'accordo e soprattutto se v'interessasse dialogare di esse , potrei , di volta in volta , postarle anche qui. Se lo facessimo , noterete che il linguaggio e la terminologia adoprate sono molto " semplici " proprio per " raggiungere " un target maggiore di persone , rendendo il tutto più comprensibile ai più. Alcune potranno anche far sorridere , ma se lette con attenzione , possono risultare altrettanto utili.
Certo , come dico sempre " Tutto è soggettivo " , quindi ciò cge per taluni può risultare efficace , per altri ,...no..., ma questo non dovrebbe autorizzare.....critiche poco costruttive.
Ditemi Voi...cosa volete fare ....Ne....possiamo parlare ?
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Messaggio Da lore75 il Mar 27 Gen 2015, 13:40

Questa discussione mi ricorda molto questa scena

https://www.youtube.com/watch?v=WuRhLbMBh2U

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Federoca il Mar 27 Gen 2015, 14:15

Lyon Runner ha scritto:
Ditemi Voi...cosa volete fare ....Ne....possiamo parlare ?

Per quanto mi riguarda assolutamente sì, è un argomento che mi interessa molto! Smile

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Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 14:22

castoro ha scritto:lucaliffo mi spiace ma non concordo per niente con la tua teoria e io credo di esserne proprio la dimostrazione vivente.
Secondo te com'è possibile che dopo 2 mesi di allenamenti di CL e lungo lento dove la massima velocità raggiunta è stata di 5.45, ho ridotto gli allenamenti da 3 a 2 settimanali, sono andato a correre una 34km e l'ho chiusa alla media di 5.09 ???

ma non ti devi spiacere... io posso portarti 190.765 prove viventi in cui sti exploit che dici tu non accadono.
ma poi dove sta scritto che l'exploit è dovuto alla mente? e COME è dovuto alla mente?

lyon,
chi ha fatto critiche "poco costruttive"?
"critiche poco costruttive" è una formula DEMAGOGICA che in realtà significa "critiche che a me non piacciono".
le critiche sono tutte sempre sia distruttive che costruttive e la loro fase distruttiva non è affatto un male.
copernico, prima della sua rivoluzionaria teoria, criticò distruttivamente quella tolemaica. einstein criticò distruttivamente la meccanica newtoniana.
io ho detto delle cose, castoro mi ha criticato... gli ho intimato di non fare critiche distruttive? no. me la sono presa? no.
chi sei tu per giudicare cosa è costruttivo/distruttivo e per dire "questo non dovrebbe autorizzare"?
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da simpep il Mar 27 Gen 2015, 14:22

E' una questione interessante.
Credo che la domanda abbia anche una valenza che vada oltre la "corsa".
Cioè quanto i nostri pensieri possono in genere condizionare la nostra fisiologia.
Io, come tanti, faccio parte della schiera dei non esperti quindi starò solo sulla superficie per evitare di fare affermazioni non supportate da conoscenza/competenza specifica.
Sulla base della mia piccola esperienza podistica quello che ho chiaro è che quando ho iniziato, il meccanismo di  base è stato quello di una scommessa. Sollecitato dalla persona giusta, volevo dimostrare a me stesso e a lui che il mio carattere era sufficientemente forte per almeno provare a raggiungere un risultato seppur minimale ma lontanissimo dalle mie capacità fisiologiche di allora.
Debbo (ri)dire che ho iniziato a 56 anni dopo aver allenato per una vita solo i neuroni (e forse anche senza grandi risultati).
Quello che mi è rimasto chiaro di quel periodo di sforzi iniziale è un meccanismo di alimentazione di una spirale positiva.
Le corsette erano delle sfacchinate, ma mi rendevo conto che aumentavano la mia autostima e mi facevano sentire più "positivo" rispetto al resto dell'esistenza. La conseguenza era che le corsette abbassavano il mio livello di stress.
Il passo successivo che determina il "loop" è stato che appena raggiungevo un piccolo traguardo, in base alla tabella che stavo seguendo, dovevo pensare al traguardo successivo e mi rendevo conto che questo era possibile solo perché in qualche modo rafforzavo la mia volontà e la mia determinazione per dimostrare a  me stesso che i miei limiti erano superabili.
Tuttavia, credo questo anello virtuoso faccia scaturire la necessità di controllo per evitare che la spirale diventi senza fondo e per evitare di trasformare gli evidenti benefici in una via "totalizzante" dove tutto il resto perde di significato.
Insomma credo proprio che il senso di onnipotenza sia li in agguato.
Io credo sia irrilevante cercare formule deterministiche per capire quanto i due aspetti si condizionano a vicenda.
Anche perché, ammesso che queste formule esistano, potrebbero emergere solo da un approccio da laboratorio e non da semplici esperienze individuali.
Pertanto il titolo intelligente del Thread aperto da Lyon, per quanto mi riguarda, lo userei anche nella sua forma simmetrica:
- - - - - > "L'importanza della corsa di resistenza per la mente"
Dal mio punto di vista i due aspetti sono come i due piatti di una bilancia.
Se si aggiunge qualcosa su un piatto (corsa), l'organismo risponde incrementando anche l'altro (mente) e questo a prescindere da quale sia il piatto dal quale si comincia.

>simone

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da Lenz76 il Mar 27 Gen 2015, 14:33

Luc secondo me Lyon non si riferiva a te parlando di critiche poco costruttive....
Ad ogni modo lo "scontro" dialettico (civile e rispettoso), rimane il miglior modo per far nascere una discussione Interessante..

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 15:01

simpep,
concordo abbastanza col tuo discorso molto generale.
ma sia lyon (ancora non ha specificato...) che il neuroscienzato del kent, dicono cose più specifiche: ovvero la possibilità di turbinare la prestazione mediante immagini mentali dirette (autocreate o pompate dall'esterno).
ora, io non nego che tali immagini possano indurre un (lieve) miglioramento nell'immediato.
ma credo anche all'organismo umano come un sistema di autoregolazione omeostatica di lungo periodo (dove "lungo" può essere minuti o anni).
1) il neuroscienziato mi linkò di un maratoneta che seguì il suo metodo e andò a fare una maratona. grazie alle immagini mentali attaccò alla grande, passò alla mezza vicino al pb sulla mezza... al 35° scoppiò cheers
lui disse "per un improvviso problema muscolare"...
2) sono 80 anni che c'è gente che trova la panacea mentale per turbinare prestazioni... perchè coe, mennea, simeoni, bolt, rudisha, bekele, kimetto non se li filano?
3) è chiaro che in condizioni normali potremmo FISICAMENTE dare 100 ma il "governatore" ci lascia dare 95. già così quel 95 ci causa grande stress, grande "fatigue"... cosa accade se con input mentali artificiali aggiriamo il governatore costringendo il corpo a dare 99 e cosa accade se lo facciamo spesso per anni?
4) dove sono gli studi scientifici seri che provano, su un numero congruo di soggetti sottoposti a tali tecniche e comparando con congrui gruppi di soggetti "di controllo", che tali tecniche sono efficaci non solo a breve ma che siano anche sostenibili a lungo termine? ovvero che non pongano in rischio la salute fisica e mentale della gente?
5) francamente... per me lo sport è un ritorno all'animalità, io quando corro il cervello voglio SPEGNERLO, non bombardarlo ulteriormente di input culturali. già la vita normale è stracolma di input...
6) filosoficamente io sono per la cura della SPONTANEITA', dell'istinto, già troppo bistrattato dalla vita sociale. e quel "governatore" è un qualcosa di spontaneo, istintivo, biologico. aborro certe tecniche in cui ad esempio si stimola la gente all'allegria con l'input mentale esterno "ridi!"... se le circostanze sono obiettivamente poco favolose io voglio piangere, non ridere.
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 15:11

Lenz76 ha scritto:Luc secondo me Lyon non si riferiva a te parlando di critiche poco costruttive....
Ad ogni modo lo "scontro" dialettico (civile e rispettoso), rimane il miglior modo per far nascere una discussione Interessante..

oltre a me hanno espresso dubbi ervin e chippz.
non importa a chi si riferisse. uno espone una teoria e accetta che lo critichino. poi si dibatte e cerchi di smontare le critiche e provare le tue idee, se ne sei capace.
"critica poco costruttiva" lo usano i politici, non gli scienziati.
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da simpep il Mar 27 Gen 2015, 15:19

lucaliffo ha scritto:simpep,
concordo abbastanza col tuo discorso molto generale.
. . . . . . . . . . .

Sono contento perché quando il nostro Luc usa questa espressione credo che sia da sottintendere come:
"condivido perfettamente quello che dici e se non l'avessi scritto tu l'avrei scritto io, ma . . . .
non lo faccio perché creerebbe poco polemica".
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da castoro il Mar 27 Gen 2015, 15:26

lucaliffo ha scritto:
castoro ha scritto:lucaliffo mi spiace ma non concordo per niente con la tua teoria e io credo di esserne proprio la dimostrazione vivente.
Secondo te com'è possibile che dopo 2 mesi di allenamenti di CL e lungo lento dove la massima velocità raggiunta è stata di 5.45, ho ridotto gli allenamenti da 3 a 2 settimanali, sono andato a correre una 34km e l'ho chiusa alla media di 5.09 ???

ma non ti devi spiacere... io posso portarti 190.765 prove viventi in cui sti exploit che dici tu non accadono.
ma poi dove sta scritto che l'exploit è dovuto alla mente? e COME è dovuto alla mente?


trovo sinceramente un pò "ridicolo" (lo metto tra virgolette appositamente) che tu scriva di poter riportare 190765 prove viventi, su quali basi ?
Non hai risposto alla mia domanda: secondo come è stato possibile il mio risultato ?

Ultima cosa: ignori (voce del verbo ignorare, ovvero non conoscere, non è un'offesa) cosa sia capace di fare la forza interiore comandata dalla mente, concordo in pieno che la mente stessa possa giocare brutti scherzi e quindi far fallire una prestazione per ansia o incapacità di reggere la pressione ecc., ma allora perchè a priori non si può dimostrare il contrario ?

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PB Mezza (25/04/2014): 1h37'45"
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PB Maratona (04/05/2014) 3h39'22"
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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da unalieno il Mar 27 Gen 2015, 15:46

lucaliffo puoi dire quello che vuoi e trovare tutti gli esempi che vuoi ma se parli con un qualsiasi ultramaratoneta te lo dirà che nelle corse di resistenza arrivare al traguardo è frutto si dell'allenamento ma soprattutto di testa, determinzione e forza mentale che ci spinge a non mollare quando la fatica supera certi limiti.
fino alla maratona è vero che conta più l'allenamento del resto ma allenare una 12 ore, una 100km, una 24/48 ore, 170/200km, gare di trail che durano 40 ore magari in autosufficienza, a combattere con la fame, con il freddo con il caldo, con il male, con gli imprevisti... be in quei casi l'allenamento ti spinge a partire ma se non hai la testa non arrivi nemmeno la metà. e non parlo di apparecchi tecnologici che ti fanno vedere colori rilassanti ma di coscienza della sofferenza, di saperla accettare e sapere che ci accompagna fino all'arrivo.
non a caso nelle gare più dure non sono i giovani che vincono, sono i marco olmo, i cudin, gente che lascia dietro giovanotti che con l'allenamento, la forza muscolare e cardiaca sulla carta se li dovrebbero mangiare

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da castoro il Mar 27 Gen 2015, 15:50

lucaliffo ha scritto:chippz,
se un sabato pomeriggio mi piazzi nel letto una stupenda 25enne vogliosa, la domenica mattina in gara faccio certamente faville, senza bisogno di spararmi immagini o immaginarmi cose Very Happy
ma la "felicità" dovuta al lieto evento è in realtà la rappresentazione di uno stato fisico di rilassatezza neuromuscolare, di ottimo testosterone in circolo, ho dormito una favola, ecc. ecc.
al contrario, se il sabato sono vittima di una delle consuete violenze psicologiche da parte della lady, la mattina in gara faccio schifo, non ho dormito bene, ho in circolo ormoni cattivi, muscoli contratti, magari mi infortuno pure.
quindi eventi esterni casuali possono certamente influire sulla prestazione, ma hanno una base fisica e comunque il barile ha un fondo. nulla si crea e nulla si distrugge.

anche su questo non concordo, perchè dove sta la relazione per cui se sono felice ed appagato vado bene e se sono inca@@ato no ?
Anzi a me accade esattamente l'opposto, nel 2014 il giorno prima della roma-ostia ho avuto una notizia che per me era terribile, non ho chiuso occhio e sono arrivato alla gara inca@@ato nero .... ebbene ho fatto il PB sulla mezza quando in base agli allenamenti il valore realistico della mia prestazione sarebbe stato di almeno 5' in più ... senza contare che è stata la prima volta che anzichè avere un calo negli ultimi 5km come in tutte le mezze precedenti, ho fatto i migliori 5km di sempre sulla distanza, tanto da arrivare negli ultimi 10km a soli 45" dal mio PB sui 10.000 ....
le statistiche sono fatte per essere ribaltate, chiaramente io riporto sempre le mie esperienze personali, ma a quanto vedo in giro (non solo nel mondo della corsa) e di gente che capita sotto le mie mani ne vedo parecchia, la mente gioca un ruolo davvero fondamentale nella nostra vita quotidiana ...

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Re: L'importanza della mente nella corsa di resistenza.

Messaggio Da castoro il Mar 27 Gen 2015, 15:52

unalieno ha scritto:lucaliffo puoi dire quello che vuoi e trovare tutti gli esempi che vuoi ma se parli con un qualsiasi ultramaratoneta te lo dirà che nelle corse di resistenza arrivare al traguardo è frutto si dell'allenamento ma soprattutto di testa, determinzione e forza mentale che ci spinge a non mollare quando la fatica supera certi limiti.
fino alla maratona è vero che conta più l'allenamento del resto ma allenare una 12 ore, una 100km, una 24/48 ore, 170/200km, gare di trail che durano 40 ore magari in autosufficienza, a combattere con la fame, con il freddo con il caldo, con il male, con gli imprevisti... be in quei casi l'allenamento ti spinge a partire ma se non hai la testa non arrivi nemmeno la metà. e non parlo di apparecchi tecnologici che ti fanno vedere colori rilassanti ma di coscienza della sofferenza, di saperla accettare e sapere che ci accompagna fino all'arrivo.
non a caso nelle gare più dure non sono i giovani che vincono, sono i marco olmo, i cudin, gente che lascia dietro giovanotti che con l'allenamento, la forza muscolare e cardiaca sulla carta se li dovrebbero mangiare

come non quotare quanto da te detto ?


aggiungerei anche un certo Giorgio Calcaterra che nel 2014 ha vinto il Passatore di carattere e di testa e non certo di fisico viste le sue condizioni alla vigilia della gara ...

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Messaggio Da Lyon Runner il Mar 27 Gen 2015, 16:01

Probabilmente , l'impossibilità di parlare direttamente , fa si che si creino delle incomprensioni. Io non intendevo assolutamente che qualcuno di Voi abbia mosso critiche più o meno costruttive , anzi....
Intendevo invece questo : " Se foste d'accordo , io potrei postare le " tecniche " che uso io....le leggiamo insieme e ne parliamo , dicevo , anche , che possono sembrare " semplicistiche " ( perché indirizzate ad un " target " di persone " vasto e vario "..., ma  questo non autorizza nessuno a muovere critiche poco costtuttive, solo per questa caratteristica "....ovvero criticare per " partito preso " senza discutere o interagire . Solo questo intendevo , ma se la reazione ( ancora prima che io le pubblichi , è questa ) ...lasciamo stare le cose come sono....e continuamo pure a parlare del Meteo e delle gare e di tutti gli altri argomenti.
Sono uscito da Facebook per il poco rispetto che vige là , sono uscito da RF per per lo stesso motivo e mi spiacerebbe lasciare questo Forum che , al contrario , sembrerebbe più " vivibile ".
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Messaggio Da unalieno il Mar 27 Gen 2015, 16:03

per me puoi postare quello che ti pare, se mi paice lo leggo, se non mi piace no, se ritengo di avere delle domande o un contributo interessante rispondo, altrimenti no Wink

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Messaggio Da lucaliffo il Mar 27 Gen 2015, 16:05

simpep,
no, io voglio sempre dire esattamente ciò che dico. uno pensa A e lo scrive, io penso non-A e lo scrivo.

castoro,
il tuo corpo aveva la possibilità di correre a 5'10. anzi a volte diminuendo le sedute aumenta la freschezza, entro un certo lasso di tempo però.
"190.765" è un'iperbole per ridere ovviamente, ma anche il tuo caso singolo mi pare poco serio.
tu "ignori" (non è un'offesa) che ci sono dei meccanismi di autoregolezione fisica, come spiegato sopra. ho messo anche un link (ne posso mettere decine) magari leggilo e poi ne parliamo.
comunque quando prenderete 50 atleti d'elite e gli farete fare i WR tramite input mentali (mai viste ste cose nelle 400 tabelle che possiedo di atleti d'elite degli ultimi 60 anni) senza ucciderli successivamente, vi darò ragione e farò pubblica abiura.
circa la tua mezza, certo, può accadere anche il meccanismo opposto, trasformare rabbia o dolore in buona prestazione. il mio era un esempio. ma ste iper prestazioni "mentali" te le puoi permettere spesso? o il corpo poi ti presenta il conto?
poi studio psicoanalisi dal 1985... (a proposito della mia ignoranza dei processi mentali).

unalieno,
parli di cose diverse, rileggi quello che ho scritto.
dove ho scritto che accettare la sofferenza non è efficace? io sono contrario agli input artificiali, tecnologici o "sogni ad occhi aperti".
e se non ti alleni di strada ne fai poca.

lyon,
per me puoi postare quello che vuoi. nessuno ti ha mancato di rispetto.
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