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W il fai da te ...

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da differentgear il Gio 13 Ago 2015, 16:23

Alla facciaccia delle bose Smile
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Gio 13 Ago 2015, 20:10

Si sono casse un po ingombranti.
Infatti ho faticato non poco a farle accettare alla consorte come "mobili suonanti".
La laccatura rientrava dentro questa strategia.

Sul discorso della potenza si potrebbe fare un discorsetto serio ma si andrebbe un po oltre.
Ma brevemente.
La qualità non è sinonimo di potenza come pensa mediamente chi è abituato ai bum-bum degli impianti da discoteca.
Dove i bassi sembrano tutti colpi sparati dallo stesso cannone a un metro di distanza.
La qualità non è neanche quella di chi guardando il film nel Led da 55 pollici ascoltal'audio nell'impianto multicanale di centinaia di Watt dichiarati con cassettine acustiche da un litro che andrebbero benino per collegare il cellulare per ascoltare gli mp3.
Quelle potenze dichiarate sono dei falsi.
Ma le persone non hanno più tempo per studiare e cosi o bum-bum o abboccano alle pubblicità che manipolando qualche verbo riescono a dire bugie tecniche per verità.

>sim

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da differentgear il Gio 13 Ago 2015, 21:36

Io ho sentito suonare le bose ... non parlo di potenza parlo di acustica. Rispetto ad altre casse ... se pur potenti sono uno scalino in su. Poi anche a me a volte piace far casino ma il mio bum bum sono i Pink a palla ... e li amo l'acustica ...
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Ven 14 Ago 2015, 00:46

ok

The Dark Side of the Moon

Si trova anche un'ottima edizione rimasterizzata del 2011 con qualità 24 bit/96kHz

ma sono poco diffusi i lettori CD capaci di riprodurre con queste caratteristiche.

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da castoro il Ven 14 Ago 2015, 06:39

simpep ha scritto:Si sono casse un po ingombranti.
Infatti ho faticato non poco a farle accettare alla consorte come "mobili suonanti".
La laccatura rientrava dentro questa strategia.

Sul discorso della potenza si potrebbe fare un discorsetto serio ma si andrebbe un po oltre.
Ma brevemente.
La qualità non è sinonimo di potenza come pensa mediamente chi è abituato ai bum-bum degli impianti da discoteca.
Dove i bassi sembrano tutti colpi sparati dallo stesso cannone a un metro di distanza.
La qualità non è neanche quella di chi guardando il film nel Led da 55 pollici ascoltal'audio nell'impianto multicanale di centinaia di Watt dichiarati con cassettine acustiche da un litro che andrebbero benino per collegare il cellulare per ascoltare gli mp3.
Quelle potenze dichiarate sono dei falsi.
Ma le persone non hanno più tempo per studiare e cosi o bum-bum o abboccano alle pubblicità che manipolando qualche verbo riescono a dire bugie tecniche per verità.

>sim

Concordo pienamente con te Sim, mi ricordo quando vendevo i pc, i produttori spacciavano cassettine da 4 soldi con potenze nominali fantascientifiche, ad esempio cassettine da 15 € dicevano che avevano 120 watt, peccato che si trattava in realtà di P.M.P.O. e che la loro reale potenza era in realtà attorno ai 4/5 watt, infatti poi il suono che ne usciva era veramente scadente con qualsiasi scheda audio fornita sul pc ...

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PB Maratona (04/05/2014) 3h39'22"
PB 50km (18/01/2015): 5h12'36"
PB 58km (mar 2013): 6h23'01
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da rikchecorre il Ven 14 Ago 2015, 15:32

simpep ha scritto:Sistema:
- Bass-Reflex con tubi di accordo
- 4 vie con tweeter a tromba oltre i 7 kHz
- Woofer da 32 cm con taglio del filtro passa basso a 200 Hz
- Filtri tipo RLC da 12 db/ott
- Volume della cassa 140 litri (altezza 120 cm)
- Potenza RMS a larga banda circa 300 Watt
Cavoli... qui si vola alto!!
Una curiosità... come mai il filtro passa-basso a 200Hz?? L'udibile, se non ricordo male, comincia a 20Hz... non rischi di perderti un po' di bassi profondi??
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Ven 14 Ago 2015, 16:21

Il filtro Passa-Basso è solo una parte del filtro complessivo della cassa e in particolare è quella parte che limita la frequenza più alta del segnale che va al Woofer.
In pratica all'altoparlante dei bassi (nella mia cassa) viene inviato il segnale musicale contenente componenti di frequenza fino a 200 Hz.
Dall'intorno dei 200 Hz in su il segnale viene inviato all'altoparlante dei medi il quale avendo una buona estensione di banda viene fatto lavorare a partire dai bassi.
Diciamo che il progetto dei bassi è più vicino a quello che viene chiamato "Sub-Woofer".
(ovvero altoparlante per frequenze a di sotto di quelle tipiche del woofer )
>sim

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da rikchecorre il Ven 14 Ago 2015, 16:37

simpep ha scritto:In pratica all'altoparlante dei bassi (nella mia cassa) viene inviato il segnale musicale contenente componenti di frequenza fino a 200 Hz...
Ah.. pardon... avevo evidentemente equivocato sul significato di passa-basso... risata
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da zivago il Lun 17 Ago 2015, 18:19

Ciao sim,
simpep ha scritto:Rimanendo nel fai-da-te
Ecco la mia vera passione-madre. - - -> L'alta Fedeltà
Intesa sia come ascolto di qualità che conoscenza (teorica e pratica) di tutto ciò che necessita sapere sui sistemi di riproduzione sonora e sugli ambienti di ascolto.
E la musica?
Vale a dire: la tua passione per l'Hi-Fi è da intendersi più come esercizio tecnologico; oppure la tua audiofilia è concepita come mezzo per arrivare al fine di poter ascoltare, nel migliore dei modi, della buona musica?
La domanda è volutamente maliziosa scratch e te la pongo proprio per stimolare la discussione.
Se poi vorrai, buon Simone, discutere di Hi-Fi, Hi-End, impianti audio esoterici, ecc. avrò, anch'io delle storie da raccontare.

Ma, per ora, rimaniamo sull'ordinario "fai-da-te".

Posto che è cosa buona e giusta, il saper aggiustare tutto l'aggiustabile e costruire quello ci piace; siamo sempre sicuri di non confondere il mezzo con il fine?
Nella mia zona gli empori che vendono materiale per il "fai-da-te" non si contano e, malgrado ciò, ne sorgono continuamente di nuovi e sempre più grandi. Passandoci vicino, a tutte le ore e sette giorni su sette, vedo i loro parcheggi sempre pieni. Per non parlare poi di quello che si vende e si scambia attraverso la rete.
Mai come oggi, dunque, tanta gente sembra dedicarsi al bricolage.
Che sta succedendo? Una maledizione ha colpito le nostre case per cui tutto si guasta e tutto si deve riparare? Un improvviso bisogno di sfogo in attività manuali sta contagiando tutti? Siamo presi, senza tregua, da un insopprimibile voglia di personalizzare la nostra casa che ci spinge a: togliere, aggiungere, spostare, smontare, rimontare, verniciare, riverniciare, ri-riverniciare ? Si tratta della versione moderna della “fatica di Sisifo”? la punizione divina per i nostri misfatti?

Tu dici:
simpep ha scritto:L'APS è una strada attraverso la quale si risparmia, si impara, ci si gratifica e a volte si aiuta anche qualche amico.
Dimenticavo, dopo qualche esperienza, quasi sempre si ottengono risultati di alto livello
Secondo la mia esperienza e da quel che vedo in giro non è proprio così; almeno non lo è sempre e neppure "quasi sempre".
Il dilettantistico "fai-da-te" risulta spesso, a conti fatti dopo l'acquisto di materiali e attrezzature necessarie, anche più costoso del lavoro professionale; a volte sconvolge la quiete casalinga e persino la pace famigliare; in certi casi l'imperizia può anche provocare seri danni alle nostre e alle altrui case.
Io sono per il: "In medio stat virtus". Non va bene dipendere in tutto e per tutto dai professionisti (tanto meno dai mestieranti); ma è anche sbagliato ritenere di poter fare tutto e meglio degli esperti.
Va benissimo il fare ma occorre anche il meditare.
L'evoluzone non ha forse portato la nostra specie a trasformarsi da Homo habils a Homo sapiens? E ora che siamo diventati quell'Homo faber che tende solo all'utile, al concreto, al primato del materiale sullo spirituale, alle "magnifiche e progressive sorti" della scienza e della tecnica; non ci stiamo forse autodistruggendo?

P.S.  Qui da noi, per indicare un modo di lavorare fine a se stesso, inutile o addirittura dannoso si dice:
“Fa e disfà l'è tut laurà” . Very Happy
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Lun 17 Ago 2015, 20:15

Zivago, come al solito sei capace di amplificare i concetti, credo anche nella speranza di allargare la partecipazione.
Partiamo dalla musica.
Da quindicenne iniziai con l'interesse per l'alta fedeltà, per l'autocostruzione e in contemporanea per la musica.
La musica ascoltata dal giradischi di Reader's Digest, ma anche quella prodotta insieme al complessino musicale che allora era tanto di moda.
Ho suonato la chitarra "solista" per diversi anni e poi ho smesso, ma ho continuato ad ascoltare la musica con il filtro di chi la sa anche produrre.
Per cui, nel mi caso, non saprei distinguere molto l'interesse per il "mezzo" e per il "fine".
Sono da sempre interessato ai due argomenti in un unico mix.
Se però dovessi dare una valutazione a tutti i costi, direi che i due aspetti mi interessano entrambi ma forse ho tratto più gratificazione nello studiare e imparare come si calcola una cassa pneumatica o a tromba esponenziale piuttosto che ascoltando una sonata di clavicembalo e piano.

Passando al discorso dei fai-da-te.
Credo che ci siano molte sfaccettature e alcune delle quali, forse quelle statisticamente rilevanti, sono come le hai esposte.
Io non condivido quando dici che non si possa fare tutto e meglio degli "esperti".
Io invece penso che chiunque possa diventare esperto. Dipende da quanta energia e risorse si vuole investire. Poi c'è un problema di "attrezzature" il cui costo spesso non è giustificato se finalizzato al singolo lavoretto occasionale.
Quindi il mio punto di vista è quello di verificare caso per caso se l'investimento in attrezzature è compensabile dal singolo lavoro e se lo è provo ad informarmi, a studiare e poi a eseguire il lavoro in autonomia.
Però sono convinto che non esista l'atteggiamento giusto, ma solo quello più congeniale alla propria personalità.
Quindi il problema del fai-da-te alla fine forse nasconde l'esigenza del fai-quello-che-ti-piace
>sim

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da castoro il Mar 18 Ago 2015, 06:46

Zivago il grande problema oggi come oggi è trovare dei professionisti oltre che seri anche competenti ...
ora vi racconto quanto accaduto ieri:
fin da quando ho comprato questa casa, ho avuto dei problemi elettrici, in pratica di tanto in tanto saltava la corrente e si staccava (oltre al salvavita) l'interruttore denominato "luci esterne/cancello" nel quadro elettrico. Questo interruttore oltre a comandare le luci in giardino che si accendono tramite crepuscolare, comanda una presa elettrica vicino al cancello, la centralina del cancello automatico e la luce in una cameretta in quanto prima era il portico, chiuso e condonato poi dai vecchi proprietari.
Il tutto iniziò quando in fase di tinteggiatura delle pareti, chiesi agli operai di spostarmi la lampada della stanzetta in modo da poter collocare una libreria dove prima c'era la lampada (si trovava su una parete in quanto il soffitto è di carton gesso). Quando sono tornato a casa ho visto che anzichè mettere una scatola di derivazione, avevano già murato e verniciato il punto di giunzione, chiedo il perchè e loro rispondono: principà (a Roma gli operai ti chiamano o capo o principà per intendere principale) tranquillo che è tutto a posto ...
E chiaramente il momento in cui sono andati a fissare la lampada trapanando per mettere lo stop è stato preso un filo ed è saltata la corrente !!!
A questo punto dico al titolare della ditta di smurare il tutto, ripassare i fili e mettere la benedetta scatola di derivazione, lui risponde: ma no, vorrebbe dire poi riverniciare il tutto, fare un lavoro che porta via molto tempo mentre abbiamo quasi finito, nun te preoccupà che tanto i fili nun se toccano + ....
E così da allora ho convissuto con l'incubo che ogni tanto saltava la corrente, ogni volta che andavo fuori anche per 3/4 giorni mi chiedevo se il frigo avesse retto ecc.
Da allora ho chiamato ben 3 elettricisti, ce ne fosse stato uno che mi proponeva una lavoro "accettabile", ognuno che apriva la scatola degli interruttori, diceva che andava sostituita, perchè c'era un groviglio di fili, fatti ripassare dei fili nuovi, una traccia nella cameretta e il gioco è fatto, peccato che voleva dire riverniciare poi tutto il salotto, la scala e la cameretta, lavori appena eseguiti e pagati !!!
Alla fine, ho fatto venire un amico, anche lui non ha saputo cosa fare, quindi ho fatto una bella cosa, ho fatto togliere l'interruttore, mettere un tappo, staccare i fili dalla lampada e ho messo una piantana da terra collegata ad una normale presa elettrica ...
Però ogni tanto (anche se sempre molto meno di prima) la corrente salvata, l'amico mi dice che ci sono troppi fili nella scatola degli interruttori e che probabilmente con il calore qualcosa fa contatto e salta la corrente. Così di tanto in tanto durante la notte lasciavo l'interruttore nel quadro generale abbassato per farlo "riposare".
Lo scorso anno si è rotta la centralina del cancello automatico, proprio pochi giorni fa notavo che da allora mi sembrava che la corrente non fosse + saltata, invece sono bastate pochissime piogge di questi giorni e zac, la corrente è saltata.
Incriminato sempre lo stesso interruttore, ad un certo punto provo a tirare su l'interruttore che comanda i lampioni per farli accendere anche senza crepuscolare e salta la corrente ... 
Quindi in tutti questi anni il problema era sui lampioni e non nella stanzetta !!!
Inca@@ato come una iena, vado da leroy merlin a cercare 2 nuovi lampioni da mettere in giardino, li compro, prendo a mazzettate i vecchi, monto quelli nuovi, faccio la prova e tutto ok, prendo il tubo dell'innaffiamento, inondo di acqua prima uno e poi l'altro con i lampioni accesi, resta tutto acceso e perfetto ...
La sera decido che voglio ripristinare la luce della cameretta, in principio lotto per far rientrare l'interruttore nella sua sede (maledetta serie bticino magic, possibile che una volta esisteva solo quella ? Se non era così tardi correvo a comprare tutta la scatola nuova della vimar plana e cambiavo tutto !!!), riattacco i fili che mi ero segnato quando l'elettricista aveva tolto l'interruttore e niente, la luce non si accende !!!
Apro la lampada e vedo che aveva staccato anche i fili lì, li ricollego ma niente da fare, allora penso che sia l'interruttore, ne prendo un altro che funziona perchè accende la luce della scale, ma nulla da fare, allora penso sia la lampada, provo con 2 fili volanti ed una spina e la luce si accende !!!
Prendo il tester e c'è continuità dal filo centrale dell'interruttore ad uno dei 2 della lampada. Il problema è che non arriva quindi corrente ...
Ora qui mi devo fermare, perchè la mia conoscenza si ferma qui, il grosso problema è che nell'interruttore ci sono molti fili e indovinate ? Sono tutti neri !!!
In tutti gli anni che ho lavorato nell'informatica ho sempre litigato con gli elettricisti quando facevo gli impianti di rete, io sempre preciso lasciavo al cliente uno schema con tutto il materiale usato, i colori, le sequenze dei cavi ecc. loro non lasciavano mai nulla, usavano spesso colori diversi tra una scatola e l'altra o addirittura lo stesso colore per + cose e non l'ho mai sopportato perchè questo per me è pressapochismo, menefreghismo e delirio di onnipotenza !!!

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PB Mezza (25/04/2014): 1h37'45"
PB 30km (ott 2011): 2h25'29"
PB Maratona (04/05/2014) 3h39'22"
PB 50km (18/01/2015): 5h12'36"
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da zivago il Mar 18 Ago 2015, 16:06

Ciao sim,

ma pensa te !  Sai, anch'io possedevo una fonovaligia della “Reader’s Digest” !!
Un poco, quel giradischi, lo possiedo ancora: è custodito, ereditato dal mio povero fratello, da mio nipote.

Ma il nostro primo riproduttore musicale fu un magnetofono a bobine della “Geloso”. Si chiamava “Gelosino” aveva i tasti di diversi colori e permetteva la registrazione solo da microfono. Va da sé che quando trasmettevano il “Festival di Sanremo” tutta la casa doveva rimanere in religioso silenzio perché si era in “recording”. Capitava però di riudire, nella registrata canzone di “Antoine” o de "I Giganti", il colpo di tosse sfuggito alla nonna.
Anche quel registratore è ancora custodito da mio nipote e, quando lo vado a trovare, mi capita di riascoltare dai nastri (pieni di giunzioni con lo scotch) vecchie “Hit Parade” con Lelio Luttazzi o “Bandiera Gialla” con Arbore e Boncompagni.
Poi venne, sempre dalla “Geloso”, la fonovaligia portatile che ci permise l'ascolto dei "33 giri". Su quel giradischi ci consumammo gli album di Aretha Franchlin, Canned Heat, Rolling Stones, Bob Dylan, Fabrizio De Andrè, Guccini, De Gregori e, più di tutti, il “White Album” (che ancora conservo) dei Beatles.

Infine, all'inizio degli anni 70, ci comprammo (a rate) la mitica fonovaligia “Reader’s Digest”.
In quei tempi, per noi, fu un salto di qualità stupefacente: doppia cassa e quindi l'incredibile suono stereofonico !
Ma quello strumento aveva anche un'altra eccezionale caratteristica: permetteva l'ascolto, in sequenza e senza soluzione di continuità, di più dischi. Aveva infatti un meccanismo che permetteva di caricare, impilati l'uno su l'altro, tanti dischi: finito uno, il braccio con il pic-up si ritraeva e, a cascata, ne scendeva un altro e così via. Sfruttammo molto quella funzione allorché scoprimmo che, alla “Fiera di Sinigaglia” (un popolare mercato dell'usato di Milano), si potevano comprare a poco prezzo i “45 giri” dismessi dai juke box amaricani.
Così ci ritrovammo tra le mani dischi di:  Robert Johnson, John Lee Hocker, Woody Guthrie, Dylan, Joan Baez, Otis Redding, Ray Charles, B.B. King, Johnny Cash, Frank Zappa …
Con quei dischi, mio fratello ed io, ci facevamo delle playlist (se non ricodo male si potevano caricare 10 o 12 dischi); passavamo così intere serate, soprattutto d'inverno, ad ascoltare musica e fumare “Gauloises”.
Io ai quei tempi ero già un convinto, appasionato e attivo comunista; eppure quelle musiche (insieme alle letture di London, Miller, Steinbeck, Kerouac, Scott Fitzgerald, Hemingway)  mi facevano sognare l'America.

Poi venne l'epoca degli “impianti Hi-Fi”. Alcuni amici ci si appassionarono fino alla follia e, in termini economici, fino a dissanguarsi.
Per un certo periodo l'avere in casa il più costoso e sofisticato sistema Hi-Fi divenne uno status symbol; in alcuni casi si arrivò addirittura ad una sorta di feticismo.
A me, quel modo estremo di inseguire la fedeltà nella riproduzione, non è mai piaciuto.
Mi sembra, appunto, che così si finisca per prestare più attenzione al mezzo, allo strumento, alla macchina, piuttosto che alla musica intesa nella sua accezione più alta: l'intima vibrazione, il sogno, l'emozione.

P.S.  simpep, se ritieni interessante questa discussione, la si potrebbe proseguire nel topic “Musica e Video”. Se ci sarà interlocuzione, sul tema “modi e forme dell'ascolto musicale”, racconterò qualche aneddoto .  Sono altresì sicuro che sull'argomento anche te, caro Simone, ne avrai di belle da raccontarci.
Nel frattempo potresti consigliarci qualche brano. La nostra strumentazione per l'ascolto non è certo paragonabile alla tua; ma se ci indicherai qualche pezzo insolito e originale potrai ugualmente stupirci.

P.P.S.  I “bar dello sport” più belli (e più frequentati) sono quelli dove si discute e ci si accapiglia (dialetticamente) su tutto: sport, donne, motori, politica, economia, lavoro, cinema, musica e quant'altro.
I più tristi sono quelli dove, i soliti avventori, si ripetono sempre le stesse noiose tiritere:
« L'ha vista la partita? » ; « Quanto ha fatto quello? E quell'altro? » ; « Come giochi la schedina? » ; « Giovedì ci sei alla partitella di calcetto? »; « Oh! Che partitone! Ho fatto due gol e se non era per il ginocchio che mi doleva ne avrei fatti quattro. » ………
Sleep Sleep Sleep


Ultima modifica di zivago il Mar 18 Ago 2015, 16:41, modificato 2 volte
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da zivago il Mar 18 Ago 2015, 16:12

Ciao coccè,
castoro ha scritto:Zivago il grande problema oggi come oggi è trovare dei professionisti oltre che seri anche competenti ...
Gia! Di cialtroni, purtroppo, ce ne sono in giro tanti. Più ancora dei disonesti sono pericolosi gli incompetenti e, ancor di più, gli stolti.

« È stato osservato che è preferibile il briccone allo sciocco, perché col briccone si può venire a patti e fargli fare il galantuomo per tornaconto, ma dallo sciocco… sequitur quodlibet. »
da  “Lettere dal carcere” -  Antonio Gramsci.

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Il guaio è che a tanti italiani manca la “cultura del lavoro”.
Il lavoro è sempre più concepito come mera attività per guadagnare. A prescindere dal merito e dal risultato molti vorrebbero intascare tanto lavorando poco. Sì perché il lavoro è concepito come una pena, una condanna da subire. Quindi meglio che tocchi ai fessi la dura fatica e ai furbi il facile guadagno.
È questa, purtroppo, una mentalità diffusa a tutti i livelli: dal sottoposto al dirigente, dal manovale all'ingegnere, dall'allievo al maestro, dal comune cittadino al politico con responsabilità di governo.

La “Cultura del lavoro” ha fatto dell'Italia, nei secoli, uno dei posti più belli e civili del mondo: con la sua arte, le sue bellissime città, le meravigliose campagne, il suo patrimonio culturale.
Quella cultura deve essere recuperata, altrimenti sarà la rovina per tutti.
Va recuperata la coscienza che con il lavoro si afferma la propria identità. Che il lavoro, qualunque sia, dà dignità alla persona. Che lavorare bene significa migliorare noi stessi e il mondo. Che attraverso il lavoro ci si emancipa. Che il lavoro è l'arma migliore per battere i privilegi.
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Messaggio Da simpep il Mar 18 Ago 2015, 18:23

zivago ha scritto:
Io ai quei tempi ero già un convinto, appasionato e attivo comunista; eppure quelle musiche (insieme alle letture di London, Miller, Steinbeck, Kerouac, Scott Fitzgerald, Hemingway)  mi facevano sognare l'America.

Zivago, ho trovato questa frase bellissima !
Secondo me contiene gran parte della contraddizione e della caotica "lucidità" culturale di tanti di noi giovani degli anni '60.

>sim

PS: Io più che proporvi delle musiche potrei trattare qualche tema intorno alle problematiche dell'ascolto di qualità.
Ambiente, insonorizzazione, fenomeni di risonanza acustica, miglior posizionamento dell'impianto, pro e contro fra sistemi a cassa pneumatica e bass-reflex.
Ma sono argomenti un po fuori posto e che richiedono interessi e/o curiosità specifiche.
Ma allora ci sono forum specifici.
Altrimenti sarebbero da affrontare su un piano molto generale del tipo : "Cazzenger".

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da zivago il Mer 19 Ago 2015, 13:27

A proposito del “fai-da-te”…
Questa mattina, mentre correvo, mi è tornato in mente un episodio dell'irresistibile romanzo:
“TRE UOMINI IN BARCA (per non parlar del cane)”  di Jerome K. Jerome.

L'episodio racconta di quando lo zio Podger decide di appendere un quadro alla parete della sala da pranzo. La narrazione è di una comicità travolgente.
Consiglio a tutti, in special modo ai brico-maniaci, di leggere questo libro: una vera e propria pietra miliare della letterature comica.
Oltre che in libreria o in biblioteca potete trovare il romanzo anche in rete.
È possibile scaricarlo legalmente da questo indirizzo:
http://www.liberliber.it/mediateca/libri/j/jerome/tre_uomini_in_una_barca/pdf/jerome_tre_uomini_in_una_barca.pdf

Se non volete leggere tutto il libro, saltate al capitolo III a pag. 30.
In tre paginette viene descritta l'impresa del fissaggio del quadro.
Ve l'asssicuro, c'è da scompisciarsi dalle risate !!

P.S.  Per i più pigri c'è poi la possibilità di ascoltare l'audio-libro:
http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-58ea9263-31e4-4720-856a-d8f06f47ed30&type=A#
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da marina il Mer 19 Ago 2015, 13:50

Lo letto due volte e ogni tanto vado a rileggere dei pezzi che mi fanno ridere, ho un vecchio libro
cartaceo credo arrivi dalla soffitta dei nonni ..lo consiglio.



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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Ven 21 Ago 2015, 16:36

Mamma mia zio Podger.
Diciamo che per il mio carattere avrei appeso zio Podger al muro al posto del quadro.

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Vi faccio partecipe del mio ultimo fai-da-te di un certo rilievo.
(Un caso dove secondo me prevale la riflessione e la pazienza più della conoscenza di un mestiere)

Premessa:
Cucina di una casa al mare dove sotto il ripiano era stata inserita (a sinistra) una lavatrice.

La situazione iniziale era questa:


Ma per le normali abitudini visive la lavatrice in cucina/soggiorno non risulta molto gradevole.
Credo non sia un vero problema visivo perché non è che un forno sia più bello.
Allora come mimetizzarla senza dover fare un corso di magia ?
Scarto la realizzazione di una antina con cornice perché davanti alla lavatrice vi era uno scalino che avrebbe bloccato l'apertura completa dell'antina.
E poi l'apertura dell'oblò sarebbe stata in senso opposto all'antina e questo avrebbe creato un incastro inaccettabile.

Vi presento la soluzione:
Due foto con anta poggiata a terra per apprezzare qualche dettaglio costruttivo.
Un listello in alluminio a "U" (1cm di lato) fissato sul frontale in basso della lavatrice (lo si vede già nella precedente foto) e un altro montato a "U" rovesciata sul listello orizzontale nella parte posteriore bassa dell'antina.
In questo modo i due profili si interbloccano uno dentro l'altro e simulano una cerniera a sgancio.
Infine un listello nella parte posteriore alta dell'antina con fissati due grossi magneti per ante da mobile che si "aggrappano" al pannello metallico della lavatrice.
Con le due maniglie frontali (una non avrebbe distribuito la forza in modo bilanciato) si tira a se per sganciare i magneti, si solleva per sganciare i due profilati a "U" e poi si ripone l'antina temporaneamente da qualche parte fino a fine utilizzo della lavatrice.
I due listelli sono stati necessari per allontanare leggermente l'antina dal frontale della lavatrice poiché l'oblò risultava in rilievo di un paio di centimetri rispetto al resto del frontale metallico.

.
.
.

Risultato finale un po stile lavastoviglie a incasso.



>sim

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da zivago il Ven 21 Ago 2015, 17:32

Fantasia e riflessione per una bella conclusione.
Complimenti ok
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da differentgear il Ven 21 Ago 2015, 22:16

Bravo ... non sono molto brava col fai da te per lo meno di questo genere ... devo sempre chiedere al marito coi suoi tempi ... quasi biblici. Per il resto quando posso mi arrangio sempre
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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da castoro il Sab 22 Ago 2015, 07:15

bravo Sim, anche io nella vecchia casa feci una cosa simile per la lavastoviglie Wink

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da simpep il Mar 17 Nov 2015, 10:39

In cucina , a casa, abbiamo un frigo del tipo a incasso che funziona dal 1977.
Una ventina di anni fa avevo cambiato il termostato e da allora va ancora avanti senza manifestare cedimenti.
Certo non è un classe AAA++++++, a quel tempo delle classi non si sapeva proprio nulla, non ha le doppie porte stile armadio di cameretta, non ha lo sportellino per il ghiaccio tritato e non ha il pinguino che vi saluta quando aprite il freezer. Ma ha funzionato sempre bene.
E' il tipo di frigo canonico da 270 litri con sopra lo sportello freezer da 50 litri separato ma con compressore unico.
La vecchiaia comunque si è cominciata a notare sulle guarnizioni delle porte.
In alcuni punti la guarnizione, indurita per il freddo, si è spaccata.
Così ho deciso di sostituirle.
Ovviamente, considerato l'anno di produzione del frigo, non le ho trovate identiche.
Avrei dovuto comprare quelle di un modello simile con misure 1 cm più larghe e più lunghe.
Però caspita per le due porte il costo era intorno a 70 euro.
Ma come accidenti fanno ?
Un frigo così lo si trova a 200 euro e ci vogliono 70 euro per le guarnizioni ! Boh ! Che cavolo di mercato viziato.
Acquistato a ricambi tutto il frigo costerebbe almeno 1000 euro. Senza considerare i costi di manodopera per il montaggio.
Allora mi sono messo a girovagare sul web fino a quando ho trovato un modello di guarnizioni interessante.
Magnetiche con la sagoma e le piegature identiche alle mie.
Tuttavia la cosa più interessante è che era formata da due pezzi a "L" di lunghezza accorciabile (con un paio di forbici) e due squadrette di plastica che incastrandosi agli estremi tagliati consentono di costruire con le due "L" di guarnizione un normale rettangolo dalle dimensioni corrette.
Le ho pagate un po più di 20 euro.
Un'ora di lavoro per smontare la porta del mobile del frigo, togliere il pannello interno in plastica svitando una trentina di viti perimetrali, tagliare a misura e sostituire la guarnizione e alla fine il frigo ha ripreso il suo già lungo ciclo di vita.

>sim


Ultima modifica di simpep il Mar 17 Nov 2015, 10:57, modificato 2 volte

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da marina il Mar 17 Nov 2015, 10:47

Bravo Sim gli hai regalato ancora un po' di anni di vita Wink

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Re: W il fai da te ...

Messaggio Da differentgear il Mar 17 Nov 2015, 10:59

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