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Re: READ & RUN

Messaggio Da simpep il Mar 07 Ott 2014, 20:16

Pahl ha scritto:@Aroldo: onestamente piacerebbe anche a me avere delle risposte così certe su tutto. . . . . . . .
Estratto dal libro che vi ho precedentemente proposto:

- - - - - - - - - - - - - - - -
Un bimbo di un anno viene posto davanti a tre pupazzi allineati dove quello al centro ha un palla.
Questi lancia la palla al pupazzo di sinistra che dopo un po la restituisce.
Poi la palla viene lanciata a quello di destra che la prende e la porta via.
Finita la scena il bambino viene posto di fronte ai due pupazzi di destra e di sinistra, davanti ai quali viene messo un dolcetto.
Si chiede al bambino di prendere uno dei due dolcetti.
Il piccolo prende il dolcetto al pupazzo che aveva portato via la palla e non soddisfatto si protende verso di questi e lo colpisce alla testa.

- - - - - - - - - - - - - - - -
Questo comportamento era stato quello tipico della maggioranza dei bambini sottoposti a questo esperimento.
Sicuramente i bambini di un anno non avevano ancora acquisito un valore di giustizia di provenienza etico-morale o di fede.
Tuttavia hanno manifestato una chiara idea del "giusto" e della "punizione".

Il libro contiene altre valutazioni come questa che mi hanno fatto riflettere su molti luoghi comuni e pregiudizi.

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Re: READ & RUN

Messaggio Da aroldo74 il Mar 07 Ott 2014, 22:47

Penso che un bambino di 1 anno sia stato già pesantemente condizionato.
inoltre mentre noi adulti talvolta sappiano trattenere i nostri egoismi più beceri, spesso i bambini, sono spietati.
Col compagnetto sfortunato, col povero animaletto indifeso, colla bambina timida....
Non hai mai visto una combriccola di bambine di 8-9 anni tormentare ed emarginare la compagna perché magari non ha le scarpe in un certo modo?

Comportamenti comunque appresi da sovrastrutture culturali consumistiche che hanno sostituite quelle dei vecchi clan religiosi e politici.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Mer 08 Ott 2014, 18:41

Sto leggendo: “LA CORSA DI BILLY” di Patricia Nell Warren - Ed. Fazi - 332 pag.  € 12,75 .
Non faccio ora la recensione perché ne ho letto solo la metà; casomai la farò quando lo avrò terminato.
Per adesso mi limito a citarvi, dal libro, un brano che si aggancia bene con quanto riporta oggi, in prima pagina, il “Corriere della Sera”:

“I corridori sono atleti che vantano la migliore forma fisica e mostrano meno pudicizia in assoluto. Hanno una vera e propria passione per il corpo e passano il tempo a ragionare su come il corpo risponde all'allenamento, o su come non risponde. Come vecchie signore, parlano ossessivamente dei malanni e delle malattie e di come vanno di corpo e della carenza di minerali. La fisiologia intriga più loro che che i sessuologi. Si vantano persino di essere gli amanti migliori, perché hanno i muscoli dei glutei più forti di tutti. Il loro bisogno fisiologico di correre è tale che, nell'impossibilità di farlo, si arrampicano sui muri come dei tossici. Gli stessi ormoni sono strettamente connessi con l'energia che zampilla da loro: gli ormoni maschili con la potenza, quelli femminili con la resistenza.
Un corpo maschile è bello da guardare solo se è in forma, se ha una muscolatura armoniosa. Ne consegue, come la notte dal giorno, che nell'ambiente sportivo l'omosessualità è frequente come in qualsiasi altro ambiente della società americana, anzi, forse di più. Eppure si continua a fingere che lo sport sia il solenne santuario del maschio etero americano. Ogni tanto qualche coraggioso osa accennare alla verità, come ha fatto per esempio Jim Bouton in “Ball Four”, e viene subito messo a tacere come nemico dello sport. L'omosessualità è il grande scheletro nell'armadio dell'atletica americana.”


La notizia del “Corrierone” è la seguente:

«Vanno fermate le nozze gay» - Scontro su Alfano.
Circolare ai prefetti del ministro dell’Interno, Alfano: «Invito formale al ritiro e alla cancellazione delle trascrizioni di nozze gay celebrate all’estero. In caso di inerzia si procederà all’annullamento d’ufficio degli atti illegittimamente adottati».


Secondo me, sui diritti civili e sulle pari dignità, gli strenui difensori della "famiglia tradizonale", verranno presto scavalcati a sinistra dal rivoluzionario Papa Francesco (sic!).
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Ven 17 Ott 2014, 13:59

Dopo la lettura di “PARLI SEMPRE DI CORSA” e “ACIDO LATTICO” ho terminato il trittico di di libri a tema podistico con:
“LA CORSA DI BILLY” di Patricia Nell Warren –  332 pag. - Ed. Fazi .

A dispetto del titolo, il romanzo della Nell non parla principalmente di corse, ma ha come tematica primaria la condizione omosessuale, l'amore e l'orgoglio gay.
Sullo sfondo della storia c'è sempre il mondo dell'atletica leggera visto però da un'angolazione insolita e, per questo, assai interessante.
Avvincente è la storia d'amore tra il campione olimpico Billy e il suo allenatore; notevole è anche la descrizione della preparazione e poi dello svolgimento delle gare sui 5000 e 10.000 metri (si narra anche delle Olimpiadi di Montreal del '76).
Il romanzo (titolo originale “The Front Runner”) scritto nel 1974 ha anche una valenza politica; parla della lotta per i diritti e la pari dignità degli omosessuali nell'America bacchettona e moralista degli anni '60 e '70 (si citano anche i famosi “Moti di Stonewall” nella New York del 1969). Nel suo genere è quindi un libro di culto che ha venduto più di 10 milioni di copie ed è tradotto in 10 lingue.
L'autrice, omosessuale lesbica tuttora molto attiva nel movimento di liberazione gay-lesbo-transgender, è stata anch'essa una valida atleta: nel 1968 fu la prima donna a partecipare alla Maratona di Boston quando allora, in America, le donne non potevano correre la maratona.
Il libro mi è piaciuto in quanto, pur parlando di podismo in modo tutt'altro che banale, ci informa su un mondo che ai più è sconosciuto o visto con pregiudizio; e lo fa in un modo toccante e appassionato. Sulla condizione gay per me è stato illuminante.
Ne consiglio la lettura a chi è interessato a una visione dello sport fuori dai soliti schemi. A chi voglia conoscere le difficoltà e le sofferenze che gli omosessuali hanno, e devono tuttora affrontare, per poter vivere normali relazioni sentimentali e sociali; un diritto che dovrebbere essere di tutti.
Dal punto di vista dello stile letterario il romanzo non rientra propriamente nei mie gusti: i toni a volte sono un po' troppo sentimentali e, in certe pagine persino melodrammatici. La lettura, tuttavia, non è mai noiosa e scorre sempre bene. Avvincenti sono le cronache delle gare; interessanti sono le descrizioni dei sacrifici e delle fatiche che, a certi livelli, gli atleti devono sopportare; commoventi e passionali le vicende che i due amanti devono affrontare; di grande impatto, ma mai volgari, le descrizioni dei rapporti sessuali; il finale è esplosivo!

Buone letture a tutti. study

P.S.  Ho riconsegnato i libri alla biblioteca e ne ho prelevati altri due sul tema corse:
“A PERTIFIATO” di Mauro Covacich e “PERCHÈ CORRIAMO?” di Roberto Weber.
Se li troverò interessanti tenterò una recensione.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Gio 30 Ott 2014, 12:09

Ho terminato di leggere: “A PERDIFIATO” di Mauro Covacich – Ed. Mondadori – 341 pag.  € 16,80

L'autore, affermato scrittore triestino nonché appassionato runner, ha pubblicato questo romanzo nel 2003.
Si tratta di una storia sui rapporti di coppia, piena di relazioni che si incrociano, di corna, di sesso e di figli desiderati.
Sullo sfondo, ma molto collegata ad ogni vicenda, c'è costantemente la maratona. È un romanzo a tema sentimentale ma potrebbe essere anche un manuale sulla maratona. Posso addirittura dire ho imparato di più da questo libro che da tanti manualetti pseudo-tecnici in circolazione.
Parimenti al titolo, il romanzo si legge tutto d'un fiato. Il protagonista, un maratoneta già affermato, viene mandato dalla FIDAL in Ungheria ad allenare un gruppo di giovanissime ragazze.
Malgrado l'amore, corrisposto, per la bellissima moglie, perde la testa per una delle atlete che allena. Folle per questa ragazzina che chiama “Felicità Pura”, arriva addirittura al punto di desiderare la morte della consorte per poter rimanere in Ungheria e vivere per sempre con l'amante. Perfino l'imminente arrivo di una figlia adottiva, tanto attesa, non lo dissuade.
Desideri e rimorsi, speranze e rimpianti, illusioni e delusioni si susseguono, mentre prosegue incalzante la preparazione atletica in vista della maratona finale.
La narrazione si svolge in prima persona con ritmo sincopato e tanti salti temporali che però non fanno mai perdere il filo della trama. Il linguaggio è forte; i pensieri dell'io narrante sono svolti senza remore; le descrizioni dei luoghi, delle persone, dei rapporti sessuali, delle corse, sono precise e crude.
Il finale è travolgente: sia nella cronaca della Maratona di Trieste; sia nella conclusione, forse un po' inverosimile, della vicenda sentimentale.
Questo romanzo ha tutti gli argomenti per fare incazzare le donne. Quelle che avranno la pazienza di leggerlo, avranno però modo di conoscere meglio la meschinità degli uomini.
Tutto sommato posso dire di aver trovato questo libro abbastanza coinvolgente nella trama narrativa e interessante per il contenuto sportivo; inoltre mi è piaciuto lo stile moderno e non convenzionale della scrittura.
Agli appassionati di maratona questo romanzo piacerà sicuramente per il contenuto tecnico: mai banale e, in certi casi, persino approfondito.
Quello che invece non mi è piaciuto, ma forse per un mio pregiudizio, è un certo ammiccare (marchetta?) che l'autore fa ai brand sportivi: le citazioni dei marchi di scarpe, di abbigliamento e integratori non si contano.
Buone letture a tutti. study

P.S.  Sto ora leggendo: “PERCHE' CORRIAMO?” di Roberto Weber. Più avanti, forse, invierò una piccola recensione.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Mar 04 Nov 2014, 12:45

simpep,
se morale ed etica sono innate (frutto di evoluzione) come dice quel libro, perchè esistono leggi e sanzioni?
il naso è innato... e infatti non c'è alcuna legge che ci obbliga ad avere il naso pena la galera... Wink
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Mer 05 Nov 2014, 17:50

Ho letto: “PERCHÉ  CORRIAMO?”  di Roberto Weber - Ed. Einaudi - 113 pag.  € 8,00 .

È un libricino di poche pagine che credevo di leggere in poche ore, invece mi è rimasto in mano per diversi giorni. Tra i libri sulla “corsa” che finora ho letto, questo è forse quello che mi ha dato più da pensare.
Weber è un ex atleta nato a Trieste nel 1952 e ora dirigente dell’istituto di ricerca SWG. Con questo libro, prendendo spunto da una serie di ricordi autobiografici, propone una serie di riflessioni sul senso della corsa sportiva. Narra di esperienze personali, di gare famose, di grandi e famosi atleti, di personaggi sconosciuti ma ugualmente fenomenali.
Le rievocazioni che fa l'autore sono però finalizzate alla riflessione.
Quali sono le motivazioni profonde che ci fanno scegliere questo sport anziché un altro? Come è percepita la fatica della corsa da chi la pratica? E da chi la guarda soltanto? Come si è evoluto negli anni questo spot? Che sentimenti smuove? Che valori o insegnamenti trasmette?
I toni del libro a volte sono un po' nostalgici ma sempre stimolanti e secondo me originali. Di certo non rientra nella ormai vasta serie di scontati e retorici libri che celebrano quant'è bello fare running. Nelle le pagine ci sono poi una quantità di citazioni storiche, filosofiche e letterarie che, per chi è curioso, stimolano a ulteriori ricerche e approfondimenti.
Se considerate la corsa non solo in termini di mera attività fisica, se vi piace filosofeggiare su etica ed estetica dello sport, se volete meditare sul perché corriamo, se cercate nuovi argomenti da discutere con vostri compagni di corse; questo, io credo, è un libro da non perdere.

Buone letture a tutti. study

P.S.  Ho ancora in coda, nelle prenotazioni in biblioteca, il libro segnalatoci dal buon Simpep:
"BUONI SI NASCE" di Paul Bloom.
Alla coda ho aggiunto: "CORRERE" di Jean Echenoz. Si tratta della biografia del grande mezzo-fondista Emil Zátopek. Qualcuno di voi lo ha già letto?
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Re: READ & RUN

Messaggio Da simpep il Mer 05 Nov 2014, 18:24

@Zivago
Quando leggo le tue recensioni mi sorge il dubbio che possano essere migliori dei libri che citi. Very Happy
Hai una scrittura efficace e piacevole.
Ho messo il "Perché corriamo" in coda di lettura

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

@tutti
Dal libro che vi avevo proposto "Buoni si nasce" vi riporto un test di valutazione statistica sulla psicologia comportamentale.
Mi è sembrato interessante e mi ha, per diversi motivi, fatto riflettere su alcuni miei comportamenti.
Ci sono due soggetti, un "donatore" e un "ricevente" che non si conoscono e non si vedono.
Il test viene spiegato ad ambedue, in separata sede, allo stesso modo.
Vengono dati 1000 euro al "donatore" con l'obbligo di darne una parte a sua scelta al "ricevente".
Non può non dare nulla altrimenti perde anche lui i 1000 euro.
Il "ricevente", acquisita la somma inviata dal "donatore", può solo scegliere di:
1) Accettare la somma ricevuta
   Il "ricevente" acquisisce la somma e al "donatore" viene data la rimanente parte che gli era rimasta dai 1000 euro
2) Rifiutare la somma ricevuta
   Nel caso di rifiuto da parte del ricevente nessuno dei due prende qualcosa.

Adesso se pensate di essere il "donatore", quanto offrireste per garantirvi una parte del danaro ?
Se invece pensate di essere il "ricevente", avete una soglia sotto la quale non accettereste il danaro ?

Ho trovato interessante esplicitare oltre la somma anche una motivazione.
La mia risposta è stata:
Da "donatore" offro il 50% - come scelta di massima garanzia per ottenere una accettazione dal ricevente.
Da "ricevente" rifiuto dal 20% in giù - per fare un dispetto al "donatore" tirchio.

Voi cosa fareste ?


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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Mer 05 Nov 2014, 21:09

Ciao simpep,
grazie per i complimenti. La lettura per me è sempre stata una grande passione, ne consegue che, quando ci riesco, mi piace anche scrivere. Quando arriverò, se ci arriverò, alla pensione mi piacerebbe cimentarmi nella scrittura di qualche racconto. Per ora tengo solo un diario, forse, rileggendolo tra qualche anno, potrà servirmi.

Per quanto riguarda il tuo quesito devo dirti che arriva a proposito. Mi spiego...
Proprio ora sto leggendo un'autobiografia: “LA MIA VITA” di David Rockefeller.
Ebbene l'iniziatore della famosa dinastia Rockefeller, il multimiliardario John Rockefeller, era al contempo considerato: un avido capitalista senza scrupoli e un grande filantropo; un pescecane e un illuminato uomo di profonda fede religiosa che viveva secondo i rigorosi principi del credo battista. L'uomo più ricco d'America, fondatore della Standard Oil, un monopolio che a quei tempi controllava il 90% dell'industria petrolifera, applicava il comandamento religioso della “decima”, vale a dire la cessione della decima parte del proprio reddito alla Chiesa e ad altre cause degne. Uno dei suoi crucci però, era la difficoltà di gestire queste elargizioni e questa attività diventò per lui uno dei principali motivi di stress. Egli non solo si sentiva obbligato a donare, ma anche a donare con saggezza, cosa assai più difficile. Scrisse: «È facile fare del male regalando soldi» .
Arrivò quindi, a soli 57 anni dei 97 che visse, al punto di ritirarsi, lasciando ai figli la gestione dei suoi affari. Si dedicò così completamente alla filantropia, fino a donare in beneficenza la metà del suo patrimonio.

Ora il tuo post, caro simpep, capita proprio mentre stavo riflettendo su questa storia.
Io, tu lo sai, sono un comunista non pentito, eppure, mi sono chiesto: «Ha fatto più bene quello sporco capitalista o un qualsivoglia dei miei eroi rivoluzionari? Per l'umanità ha fatto meglio la "Rockefeller Foundation" o la "Rivoluzione culturale"? ». Una cosa è certa: magari ce ne fossero ancora, oggigiorno, di capitalisti vecchio stampo come quelli !
Per rispondere alle tue domande ti dirò che io, fossi nei panni del “donatore” mi limiterei a donare solo il 10%. Farei così non per avidità ma, non sapendo in che mani andranno a finire e come verranno impiegati quei denari, per non correre il rischio, come diceva Rockefeller, di «fare del male regalando soldi».
Se invece fossi il “ricevente” sarei più che contento di ricevere quella decima parte cadutami dal cielo così, senza essermela in alcun modo guadagnata.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da simpep il Mer 05 Nov 2014, 22:10

Quindi non ti preoccuperesti che il ricevitore possa rifiutare per dispetto quel 10% ?
Perché nel caso di rifiuto, sia il donatore che il ricevitore (come da regole note ad ambedue ) perderebbero tutto !
>sim

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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Gio 06 Nov 2014, 12:50

simpep ha scritto:Quindi non ti preoccuperesti che il ricevitore possa rifiutare per dispetto quel 10% ?
Perché nel caso di rifiuto, sia il donatore che il ricevitore (come da regole note ad ambedue ) perderebbero tutto !
Credo di aver motivato la mia scelta e, consapevole del rischio “dispetto”, confermo che dividerei quella somma in 90% e 10%.
Ribadisco che se fossi il “ricevente” mi contenterei. Perché dovrei rifiutare quei 100 Euro? Tuttalpiù mi si sentirei un po' imbarazzato dal non essermeli guadagnati.
Se poi mi trovassi di fronte ad un tipo che, per ripicca e malanimo, preferisce “tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie”...  Beh, pazienza!! In fondo anche quei 900 Euro che perderò, erano ingiusti.
Io, per disposizione personale e formazione culturale, sono portato a considerare negativamente le fortune materiali immeritate. Reminiscenze dell'educazione cattolica che, mio malgrado ho ricevuto, mi riportano alla mente quell'evangelica “parabola dei talenti” che insegna a meritarsi, con l'impegno, quel che si guadagna.
Sono un ingenuo? un fesso? Può darsi ma... che dire, a me i “furbi” non mi sono mai piaciuti.
Poi, come recita un vecchio proverbio: “La farina del diavolo finisce in crusca”.

Ciao a tutti.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Gio 06 Nov 2014, 13:03

ragazzi,
qua si va sulla "teoria dei giochi", discorso complicato...
zivago,
c'è pure la parabola del figliol prodigo, piuttosto fastidiosa dal punto di vista meritocratico...
comunque nelle cose umane, o nella natura, il merito è poco o nulla compensato, contano molto di più il fato, l'adeguamento ubbidiente e la FORZA.
poi magari c'è qualcuno che riesce a far entrare nel concetto di merito anche l'ubbidienza e la forza.
addirittura anche il fato: secondo alcune visioni teologiche protestanti, il fatto stesso che sulla terra hai fortuna è segno che secondo dio sei "buono", meritevole.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da Il Greco il Lun 24 Nov 2014, 15:50

Letto Almost Blue di Carlo Lucarelli.
Era una vita che volevo leggerlo, certo che Lucarelli non ci va tanto per il sottile se si parla di sangue, a volte esagera pure arrivando allo splatter puro, comunque 200 pagine che non mi hanno cambiato la vita
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Ven 09 Gen 2015, 16:07

Ho terminato la lettura del libro consigliatomi tempo fa dal buon simpep:
“BUONI SI NASCE. Le origini del bene e del male.”  di Paul Bloom  pag. 221  Ed. Codice

Innanzitutto devo dirvi che ho raccolto volentieri quel consiglio di lettura. Ora che ho una certa età (sono prossimo ai 60) e che sono ormai nonno, comincio a capire quanto sia complicata l'esistenza e quanta poca attenzione ho avuto, in gioventù, verso la mia famiglia e, in particolare, verso i miei figli.

Questo libro parla soprattutto di bambini. La tesi di fondo è che, da una attenta osservazione e studio delle tendenze istintive dei bimbi, si possono capire meglio i comportamenti e l'animo degli uomini.
Da dove vengono, ci si chiede, certe tipiche attitudini che gli umani, diversamente dagli animali hanno? Chi ci inculca innate disposizioni positive come: la morale, l'empatia, la compassione, l'altruismo, il senso dell'equità? E cos'altro ci rende, in modo altrettanto naturale, egoisti, superbi, avari, invidiosi, vendicativi, crudeli, violenti come nessun altro animale?
L'autore sostiene che l'uomo, sin dalla nascita, percepisce la distinzione tra le buone e le cattive azioni e che, tendenzialmente, è più portato al bene piuttosto che al male. Per dimostrare questa convinzione, elenca tanti test ed esperimenti fatti sui bambini da cui si presuppone un'innocente spontaneità. Tuttavia ad ogni risultanza sperimentale, anche la più evidente e ovvia, vengono contrapposti dubbi e perplessità. Le conclusioni non sono mai perentorie e lasciano sempre al lettore un margine per una sua personale valutazione.
Paul Bloom è un professore di psicologia, ha scritto molti libri ed è un grande conferenziere: nelle sue esposizioni usa quindi un tono molto divulgativo. Ne consegue che la lettura non risulta pesante anche se, a volte, le troppe ripetizioni annoiano un po'.
Il libro fa parte di una collana editoriale chiamata “Le Scienze” e, appunto, per dare una giustificazione scientifica alle tesi sostenute, elenca numerose prove svolte in laboratorio sul comportamento dei bambini. Ce ne sono diverse piuttosto interessanti, che incuriosiscono e fanno riflettere. Alcune potranno dare al lettore lo spunto per verificarle, come è successo a me (con il mio nipotino), nel suo vissuto reale.
Ecco dunque la parte che ritengo più debole del trattato. Le citazioni bibliografiche sono tantissime, i rimandi teorici non si contano, i rigorosi esperimenti descritti sono numerosi. Ma...
Secondo me nel libro mancano riferimenti a reali esperienze di vita quotidiana. Le prove elencate sui comportamenti che hanno i bambini non tengono conto del contesto in cui stanno crescendo. Sono tutte riferite a situazioni ed eventi costruiti in provetta.
Io dico che in realtà, già nella fase prenatale, come nella primissima infanzia, poi nell'età pre-scolare, quindi nel periodo scolare e fino all'adolescenza; la reale situazione sociale, economica, culturale, ambientale, in cui viviamo non è la stessa per tutti. Possono dei bambini cresciuti in condizioni diversissime essere, allo stesso modo: buoni o cattivi, generosi o egoisti, pacifici o aggressivi, compassionevoli o cinici? Può avere la stessa sensibilità ed il conseguente comportamento chi proviene da una agiata famiglia con genitori acculturati e chi invece è cresciuto in un campo Rom da genitori analfabeti? Avrà gli stessi sentimenti una persona, come l'autore del libro, proveniente da un ricco quartiere di Montreal (Quebec) educato nelle migliori scuole e formato al Massachusetts Institute of Technology; di un altro individuo cresciuto in uno slum di Calcutta e costretto, fin dall'infanzia, a guadagnarsi il pane elemosinando? Hanno gli stessi comportamenti i figli unici, tanto coccolati e benevolmente accuditi, e quelli venuti su in una famiglia numerosa con tanti fratelli sempre in competizione tra loro?
Leggendo il libro io ho avuto l'impressione che Bloom consideri il bambino un essere incontaminato e avulso da qualsiasi contesto sociale. Per me questo è vero solo in parte.

Non mi sono comunque pentito dall'aver letto questo saggio: anzi, è una lettura che a me ha fatto bene. Mi ha dato modo di riflettere su alcuni aspetti dell'animo umano che avevo poco considerato. Forse la mia vita, e quella delle persone che ho avuto vicino, sarebbe stata un po' migliore se in passato, quando ero più giovane e imbecille (dal lat. imbecillis «debole» mentalmente), avessi fatto qualche lettura in più su argomenti che riguardano la complessità della natura umana. Forse avrei evitato certi errori che feci quando separavo con l'accetta il bene dal male e i buoni dai cattivi.

Concludo dunque con un'esortazione ai giovani genitori.
Per fare a dovere il proprio lavoro, per avere benefici dallo sport che pratichiamo o coltivare qualsiasi altra passione, ci vuole, oltre l'assiduità, anche sapienza e studio. Allo stesso modo per avere buone relazioni umane e tirar su bene i nostri figli ci vuole, oltre alla dedizione, anche conoscenza e cultura. Per questo servono anche delle buone letture; non sono tutto ma aiutano.
Dalla lettura di certi post in questo e altri forum dedicati al running, intuisco che tanti giovani, e più ancora molti 35-40-50enni, prendono molto sul serio la nostra pratica sportiva, in certi casi in un modo quasi totalizzante. A questi consiglio di moderare gli ardori agonistici che, per corridori amatoriali come noi, quasi sempre si rivelano aleatori e fugaci. Trascorrete invece qualche ora in più con i vostri figli, giocate con loro, leggete e commentate insieme i racconti, portateli in giro, fategli conoscere la natura, gli animali, le piante, l'arte e le più diverse genti. Spiegategli la meraviglia del mondo che sta fuori, non dentro un monitor.
Non trascurate, per nient'altro, la famiglia e gli affetti: piuttosto sacrificate qualche allenamento o gara, state qualche ora in meno al computer, o appiccicati allo smartphone. Ci sono anni, per il giovane genitore e per il piccolo bambino, che sono irripetibili. Sono stagioni della vita che non si ripresenteranno: tenetene conto.
Buone letture a tutti. study

P.S.  Ora sto leggendo: "FILOSOFIA DELLO SPORT" di Emanuele Isidori e Heather L. Reid - Ed. Bruno Mondadori.
È un libro difficile, per studiosi. Se riuscirò a capirci qualcosa vi riferirò; se invece non sarò capace di recensirlo vi riporterò qualche interessante citazione.

P.P.S.  Suggerisco agli amministratori del forum di spostare questa ed altre discussioni che trattano di libri nella apposita sezione (ora vuota) titolata: "Libri sulla corsa e non solo".
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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Ven 09 Gen 2015, 21:42

bisogna spiegare a bloom che un bambino a 3 anni è già ultra condizionato (i condizionamenti inziano addirittura quando uno è feto), ciò era chiaro già secoli fa.
io credo che un buon testo di freud o di nietzsche o di qualsiasi etnologo (essenziale capire le culture altre) sarebbe molto meglio.
e secondo me le esortazioni coscienti a essere buoni non servono a niente... se la gente evade dalla realtà (anche dalla realtà familiare) ci sono ottimi motivi.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da adelestosurtriathlon il Ven 09 Gen 2015, 21:48

Corredo o morire di kilian jornet lo avete letto?

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Re: READ & RUN

Messaggio Da simpep il Ven 09 Gen 2015, 21:49

@luc
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Re: READ & RUN

Messaggio Da simpep il Ven 09 Gen 2015, 22:07

zivago ha scritto:. . . .
P.P.S.  Suggerisco agli amministratori del forum di spostare questa ed altre discussioni che trattano di libri nella apposita sezione (ora vuota) titolata: "Libri sulla corsa e non solo".

2014.01.09 22:07 >simpep

Il Thread è stato spostato in - - - -> Runners Italia :: VARIE :: Libri sulla corsa e non solo

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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Sab 10 Gen 2015, 00:05

mio figlio maggiore, oggi quasi 16enne, quando aveva poco più di 1 anno mi accompagnò all'alimentari. usciti mi accorgo che aveva preso con nonchalance un pacchetto di caramelle. lo guardai serio (ma non arrabbiato) e gli dissi "ora torniamo e le restituisci, non si prende ciò che non è tuo".
in quel momento APPRESE il concetto morale-etico-buono del non rubare o, se preferite, della proprietà privata.
non è mai stato necessario toccare i miei figli manco con un dito... ma io so che non c'è differenza fra "violenza" e minaccia di violenza... e so che il loro cervello funzionava così "mio padre è grosso, io sono una formica in confronto, meglio fare come dice, nun se sa mai mi spiezza in due..." Wink
quindi morale, etica, buono-cattivo sono il risultato di rapporti di FORZA (aveva ragione nietzsche, ma anche marx).
in "natura" l'uomo funziona così: "io sono nel mondo, nel mondo c'è un oggetto che mi serve, lo prendo"... il concetto "non è bello prendere le cose altrui" (o qualsiasi altro concetto morale) lo apprendi solo previ SGANASSONI (o minaccia di sganassoni).
e i brasiliani il concetto di proprietà privata ancora non l'hanno capito, troppo pochi 500 anni di sganassoni (noi 3000).
poi la morale è estremamente relativa... ci sono popoli che non sanzionano l'omicidio, lo considerano un fatto privato da regolare tra clan. presso altri popoli basta un indennizzo di un paio di maiali e la famiglia dell'ucciso si calma.
allora di che "bontà" parla sto bloom? si dovrebbe come minimo parlarne in chiave etnologica.
l'etica è il tema più dibattuto da filosofie e religioni da almeno 5000 anni...
il "diavolo" dei cristiani è un'ottima simbolizzazione dell'ineluttabilità del "male", in quanto esistente in natura.
il "candomblè" (la religione afrobrasiliana) invece è "amorale", non ha un bene e un male al punto che comprende anche rituali volti a causare male a qualcuno (e bene a chi ne beneficia).
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Re: READ & RUN

Messaggio Da Ericradis il Sab 10 Gen 2015, 00:31

lucaliffo ha scritto:bisogna spiegare a bloom che un bambino a 3 anni è già ultra condizionato (i condizionamenti inziano addirittura quando uno è feto), ciò era chiaro già secoli fa.
io credo che un buon testo di freud o di nietzsche o di qualsiasi etnologo (essenziale capire le culture altre) sarebbe molto meglio.
e secondo me le esortazioni coscienti a essere buoni non servono a niente... se la gente evade dalla realtà (anche dalla realtà familiare) ci sono ottimi motivi.

Freud chiamava il bambino" il perverso polimorfo"
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Messaggio Da Ericradis il Sab 10 Gen 2015, 00:33

adelestosurtriathlon ha scritto:Corredo o morire di kilian jornet lo avete letto?

Corredo? non sapevo che Jornet non vede l'ora di sposarsi... Laughing Laughing Laughing
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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Sab 10 Gen 2015, 08:23

" l'autore del libro, proveniente da un ricco quartiere di Montreal (Quebec) educato nelle migliori scuole e formato al Massachusetts Institute of Technology; di un altro individuo cresciuto in uno slum di Calcutta e costretto, fin dall'infanzia, a guadagnarsi il pane elemosinando?"

se dovessimo scegliere un amico, sia io che gesù sceglieremmo il secondo... Wink
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Messaggio Da simpep il Sab 10 Gen 2015, 11:55

lucaliffo ha scritto:. . . . . .  se dovessimo scegliere un amico, sia io che gesù sceglieremmo il secondo... Wink

Beh, finalmente avresti trovato Qualcuno con cui condividere un'opinione !!!
Very Happy

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Messaggio Da lore75 il Sab 10 Gen 2015, 12:42

Ultimo libro letto (purtroppo da diverse settimane) e' "la vita sessuale delle gemelle siamesi"

Probabilmente uno dei migliori libri di sport mai scritti

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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Sab 10 Gen 2015, 12:49

simpep,
c'è un mare di gente con cui condivido opinioni... ad esempio condivido con lore75 l'opinione sul libro che ha letto Very Happy
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Messaggio Da zivago il Sab 10 Gen 2015, 13:25

adelestosurtriathlon ha scritto:Corredo o morire di kilian jornet lo avete letto?
ho visto e sentito Killian Jornet alla televisione. È stato circa un anno fa quando partecipò alla trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”.
Di lui ricordo solo che era giovanissimo, bello e simpatico. Di quello che disse non ricordo nulla.
Il fatto è che presto poca attenzione a certe “ospitate” televisive che, in realtà, non sono altro che delle “marchette” per promuovere la vendita dell'ultimo libro scritto dall'intervistato. Ho sempre l'impressione che le domande e le risposte siano concordate. Mi infastidiscono poi gli affettati elogi dispensati a piene mani senza mai sollevare un'obiezione, un appunto, una critica. A volte mi domando se l'intervistatore abbia almeno letto il libro in questione.

Tu, cara adelestosurtriathlon, chiedi se abbiamo letto quel libro. Io no, non l'ho letto.
Ho però verificato che nel sistema bibliotecario della mia zona, il volume è disponibile:
Correre o morire / Kilian Jornet ; prefazione di Simone Moro - 197 pag. - Ed. Torino Vivalda 2012
Tu però scrivi qualcosa che mi faccia venire la voglia di andarlo a prendere. study
Ciao.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da zivago il Sab 10 Gen 2015, 14:02

lore75 ha scritto:Ultimo libro letto (purtroppo da diverse settimane) e' "la vita sessuale delle gemelle siamesi"
Probabilmente uno dei migliori libri di sport mai scritti
Ciao lore75,
di questo autore non so nulla. Probabilmente piace molto perchè ho visto che nel sistema bibliotecario è molto "gettonato".
Il: La vita sessuale delle gemelle siamesi / Irvine Welsh ; Ed. Guanda 2014 - 426 pag.
è disponibile in 5 copie tutte gia in prestito fino alla fine di febbraio.

Dalle note che ho letto però mi sembra più un libro di costume che di sport.
Comunque anche tu, lore75, scrivici qualcosa che ci faccia venire la voglia di leggerlo.
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Re: READ & RUN

Messaggio Da lore75 il Sab 10 Gen 2015, 14:30

@zivago
Welsh e' il mio autore preferito con piste di vantaggio sul secondo
Di lui si conosce allo sfinimento Trainspotting, uno dei classici della letteratura contemporanea (ma a mio parere non il suo migliore)
La vita sessuale delle gemelle siamesi e' forse il migliore della sua produzione recente.
Scritto in puro stile Welsh (pieno di parolacce...occhio) e con situazioni a tratti borderline. Divertentissimo, pieno di colpi di scena (alcuni telefonati....) che ti fara' venir voglia di leggere tutta la produzione del suddetto.

Se ancora siate dubbiosi sappiate che vi imbatterete nel programma di allenamento e dimagrimento piu' efficace della storia e con risultato assolutamente garantito.

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Messaggio Da lore75 il Sab 10 Gen 2015, 15:09

Aggiungo che ho letto Acido Lattico di Fattori (qui citato..) e non mi ha fatto impazzire. Mi sembra tirato via per come e' scritto

Visto che si parla di libri di corsa, non posso che stra-consigliare il racconto "La solitudine del maratoneta"...traduzione non perfetta del titolo originale "loneliness of the long distance runner". Altro stile, piu' classico, ma estremamente efficace

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Re: READ & RUN

Messaggio Da lucaliffo il Sab 10 Gen 2015, 15:15

di welsh ho letto... "tolleranza zero" (naturalmente Very Happy ).
è un grande, viene dai bassifondi operai, ha sofferto nella vita, ha fatto lo spazzino. stile e linguaggio REALISTA (niente convenevoli, diplomazie e autocensure) che riprende la tradizione dei grandi francesi (zola, maupassant), di henry miller, cèline e della beat americana (burroughs, bukowsky).
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